Posted on Aprile 30th, 2008 di Vincenzo
Citare Nielsen, guru dell’usabilità digitale, è oggi “di moda” come qualche anno fa era “di moda” citare il “profeta” Nicholas Negroponte (Being Digital era un libro che si poteva rintracciare in tutte le bibliografie di qualsiasi analisi, studio, saggio, tesi di comunicazione).
Detto questo, se vi occupate di siti e, in generale, “abitate” il web, non potete non andare subito a sfogliare il nuovo resoconto di Jakob Nielsen e Hoa Loranger, Web Usability 2.0, che va ad arricchire e aggiornare le riflessioni iniziate nel 2000 con Web Usability.
Le analisi di Nielsen sono un vero e proprio report sullo stato dell’arte dell’usabilità vista dalla parte degli utenti, resoconti sulle “mutazioni antropologiche digitali” da tenere bene a mente per comprendere appieno trend e modalità di progettazione di siti.
Il web non è più una novità , nessuno si stupisce più di navigare un sito così come nessuno si stupisce più di poter telefonare con un device portatile. Avere un indirizzo URL per un’azienda è divenuto normale come avere un codice di avviamento postale…
Nonostante ciò continuano a proliferare pessimi utilizzi del web per ingenuità , o peggio, per ignoranza delle più basilari “linee guida dell’usabilità ”.
Web usability 2.0, L’usabilità che conta, Apogeo, Euro 45,00: più che un libro, un monito.
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Filed under: Libri
Posted on Aprile 29th, 2008 di diego
Avevamo parlato qui su Brand Care delle cosidette “personal wiki”, le versioni di wikipedia tematiche dedicate a particolari ambiti, come ad esempio la trilogia di Star Wars.
Ecco invece le versioni “locali” di wikipedia: quella napoletana, calabrese, siciliana…
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Filed under: Utility
Posted on Aprile 28th, 2008 di Alessandra
A chi non è mai capitato di assistere ad una presentazione noiosa e della quale, nonostante i milioni di slides mostrate, non ha capito nulla?
… e la situazione non era di certo divertente come in questo video …
Mi sono chiesta tante volte come sia possibile che in certi casi, pur avendo lo scopo di esprimere e divulgare concetti, pur utilizzando le slides per rendere più fluido il discorso, l’effetto risulti essere esattamente l’opposto … spesso portando la platea alla “fuga”!
Probabilmente nella maggior parte dei casi questo è dovuto al fatto che l’oratore, finito di preparare la presentazione, non si sia fatto l’unica domanda fondamentale in un caso del genere: “Se fossi seduto in platea e fossi libero di scegliere, quale sarebbe la mia reazione?”.
Ciò non toglie che schematizzare un discorso su slides rimane una cosa complicatissima da fare! Gli errori più comuni e “pericolosi” a mio avviso sono: l’eccessivo numero di slides, l’eccessiva quantità di testo, i troppi tecnicismi, la poca chiarezza degli schemi … Ritengo che sintesi, chiarezza e precisione del linguaggio siano fondamentali … per non parlare dell’appeal grafico: anche l’occhio vuole la sua parte!
Con una brevissima ricerca in rete si possono comunque ottenere diverse tipologie di aiuto nella preparazione di slides: da poche regole base, al punto di vista di un professionista della scrittura, all’approccio “didattico” di uno studioso … con il quale condivido, tra le altre cose, l’opinione su queste slides: chiare quanto meravigliose da guardare, direi praticamente perfette!
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