Brand rétro: la malinconia e le atmosfere del passato

C’è sempre chi guarda indietro e ricorda i “bei tempi andati” con almeno un pizzico di nostalgia e di malinconico rimpianto per tutto ciò che li ha caratterizzati: la pubblicità, in quanto specchio dell’immaginario contemporaneo, ne porta testimonianza riproponendo immagini, miti e atmosfere del passato.
Mitiche star di Hollywood che stentano a trovare un equivalente in una realtà cinematografica in cui il divismo è in crisi; opere d’arte di estrema bellezza, simbolo di un’epoca classica che non ha pari in quanto a tecnica; personaggi di fiabe che rischiano di essere dimenticati; campioni sportivi di altri tempi; oggetti di culto che hanno stravolto il modo di agire, di parlare e di pensare di intere generazioni; momenti e personaggi storici impressi indelebilmente nella mente di tutti; il romanticismo e le regole del galateo…
…molti i soggetti rétro scelti dalla pubblicità come icone celebrative del passato.

Stanlio e Olio, testimonials in versione “pinocchio”, rievocano la slapstick-comedy, il cinema b/n delle origini, nonchè quello muto ritenuto da molti cinema puro ed estremamente multiculturale nelle emozioni che suscita.

Audrey Hepburd in “Colazione da Tiffany“, icona del cinema in cui la star è un idolo non solo sul grande schermo, ma in ogni istante della propria vita, essa stessa film, resa eterna dall’immaginario collettivo…

…Come Marilyn Monroe in “Quando la moglie è in vacanza”, immagine-simbolo dell’attraente diva di Hollywood che cantava“I wanna be love by you” e con voce suadente intonò “Happy Birthday, Mr. President” per Kennedy…

…Come Marilyn, che “A letto indosso solo 3 gocce di Chanel n°5”, che “Diamonds are the girl’s best friend”, quando posò nuda per un calendario: immagine ripresa da Coca-Cola e ricordata in “American Beauty”.

Atmosfere che si ispirano a quadri come “La Primavera” di Botticelli, interpreti di versi di poesie come “La pioggia nel pineto” di Gabriele D’Annunzio:
…E immersi
noi siamo nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi…

Uno sguardo spesso stravagante per i capolavori dell’arte classica, come per la “Venere di Milo” in versione “shopping” che comunque rammenta l’Olimpo, i suoi miti, la mela d’oro, i poemi omerici, l’eternità…

Eventi già riproposti all’immaginario dall’industria culturale, come in “Apollo13”, il primo passo dell’uomo sulla Luna, per rafforzare l’identità del popolo americano e il “Mito della Frontiera” di Turner.

L’emozione degli infiniti istanti delle gare passate alla storia, come al Giro d’Italia, le pedalate di Coppi e Bartali o di Girardengo, a cui si ispirano le parole de “Il bandito e il campione” di Francesco De Gregori.

La Vespa di “Vacanze romane”, quella di “Chi Vespa mangia le mele (chi non Vespa, no)”, la stessa di “50 Special” dei Lunapop, l’indimenticabile e (forse) immortale oggetto fulcro di profondi mutamenti sociali.

Il baciamano, gesto poetico e delicato, come ormai solo per gioco, o tra nobili malinconici e un po’ ridicoli, nei vecchi film, in quelli ambientati in un romantico passato, o nelle fiabe di fate e principi.
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