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“10 regole per sopravvivere al primo lavoro” + 95 tesi del Cluetrain Manifesto

Raramente capita di leggere un articolo così interessante, per questo ne copio/incollo un pezzetto:

Il mondo digitale è popolato da diverse forme di creativi. A partire dalle declinazioni della categoria dei designer: graphic, interaction, web a quelli impegnati nelle molteplici forme del video e del suono, a coloro che si occupano del testofino acomprendere quella razza di programmatori e sistemisti (e tecnici in genere) che amano venire coinvolti nel processo creativo. Per tutti cominciare a lavorare è un periodo cruciale nel quale ci si gioca le maggiori opportunità. Per coloro che riescono a ottenere una prima opportunità (sia all’interno di una azienda, sia come libero professionista) si apre un periodo intermedio nel quale si gettano le basi della propria carriera professionale. Questo periodo è tra i più difficili perché l’impatto con il mondo del lavoro è spesso spiazzante e incomprensibile con i suoi ritmi e necessità così diversi dall’ambiente scolastico. Ecco qui dieci idee per cercare di minimizzare i danni dell’impatto con il “mestiere” e per cominciare una carriera creativa in modo consapevole e ragionevole.

1. R-e-s-p-e-c-t

Multiforme per natura il mondo digitale ha bisogno della sinergia traprofessionalità e competenze diverse. Si lavora quasi sempre in team. Saper mediare, comprendere il punto di vista degli altri, accettare il confronto e il compromesso sono valori importanti. Sii onesto, tanto prima o poi le magagne vengono fuori e la reputazione in questo ambiente è importante. Usa un po’ del tuo tempo per comprendere come lavorano gli altri membri del team: se conosci il loro punto di vista puoi comunicare meglio e il tuo lavoro ci guadagna. Cura una tua rete di connessioni: ognuna delle persone che hai incontrato nella tua vita professionale avrà l’opportunità di esserti utile.

Nella cassetta degli attrezzi: LinkedIn

2. Dilla giusta

Vi invito a finire di leggere l’articolo di Livio Milanesio qui su Apogeoline.

Per coloro che fossero interessati ad approfondire ulteriormente consiglio anche la lettura del Cluetrain Manifesto di cui trovate un’ottima critica qui sul Mestiere di scrivere, l’indispensabile blog di Luisa Carrada.

Ecco qualche tesi a titolo esemplificativo (e per niente esaustivo):

Tesi 2
I mercati sono fatti di essere umani, non di settori demografici.

Tesi 20
Le aziende devono capire che al mercato piace ridere. Di loro.

Tesi 22
Avere senso dell’umorismo non significa mettere le barzellette sul sito web aziendale. Significa avere valori alti, senso dell’umiltà, un tono diretto e un onesto punto di vista.

Tesi 95
Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare ma non ad aspettare.

Buona lettura.

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